Eugenio Patanè – Libri
Vorrei trovarmi su un’isola di pagine, edificarvi immagini, godere l’irrealtà.
Vorrei trovarmi su un’isola di pagine, edificarvi immagini, godere l’irrealtà.
I libri si offendono quando vengono dati in prestito; perciò spesso non ritornano.
Una terra dove l’uomo incensa la donna per farla cadere stordita e poi la insulta quand’è caduta!
La memoria si perde, e la scrittura resta.
Rimanemmo così, sulla sommità di quel capo, per quello che ci sembrò un tempo infinito, abbracciati senza dire una parola, mentre il vento non smetteva di soffiarci contro, e sembrava strapparci i vestiti di dosso; per un istante fu come se ci tenessimo stretti l’uno all’altra, perché quello era l’unico modo per non essere spazzati via nella notte.
Mi chinai a sfiorargli le labbra morbide. Col secondo bacio gli morsi leggermente il labbro superiore, facendolo gemere. Mi ricambiò prendendomi il viso tra le mani, come per bermi, teneramente, bramosamente, come per assaporare un vino pregiato fino all’ultima goccia.
Oggigiorno si conosce il prezzo di tutto, ma non si conosce il valore di niente.