Chiara Micellone – Libri
Scrivere è in un certo senso afferrare i propri pensieri e tenerli sotto controllo.
Scrivere è in un certo senso afferrare i propri pensieri e tenerli sotto controllo.
Quando scrivo mi sembra di pregare e ho paura che le mie parole non siano adeguate, vi capita mai?
Aspetti il peggio con angoscia, finché poi, quando arriva, non è così male come ti aspettavi.
Scrivere è smettere di rimanere nascosti dentro se stessi.
Considerava i suoi figli in modo assai incoerente, un po’ suoi compagni di congiura e un po’ suoi nemici. È l’unica madre, che io sappia, ad aver dato ai figli la colpa d’un marito sbagliato da lei scelto. Considerava la nostra nascita come altrettanti crimini a suo danno. Eppure di rado si lagnava del suo destino. Non ammetteva mai (tranne in rari sfoghi) che alcunché fosse sgradevole. Aveva un eroico lessico di frasi ottimistiche. In pubblico, esagerava nel mostrarsi felice. A Colleton si offriva volontaria per ogni opera di beneficenza. Si fece fama di una su cui si poteva sempre fare assegnamento. Gli estranei la consideravano dolce, bella, industriosa, troppo in gamba per suo marito. Da mio padre ho ereditato il senso dell’umorismo, la resistenza alla dura fatica, un carattere collerico, pericoloso, l’amore per il mare, un’attrazione per il fallimento. Da mia madre ho ricevuto doni più oscuri e preziosi: amore per la lingua, capacità di mentire senza rimorso, istinto omicida, passione per l’insegnamento, pazzia e fanatismo romantico. Luke, Savannah e io abbiamo ereditato tutte queste tendenze in misura diversa. Mia madre così riassumeva: “Luke, il fanatico. Tom, il fallito. Savannah la pazza”. Lila Wingo non perdonò mai, e fece scontare duramente, alla città e alla famiglia, di non aver capito che vergogna fosse per lei, essere semplicemente la moglie di un pescatore di gamberi.
Per come la vedeva lei, la vita era un fatto semplicissimo. Tu ti volevi divertire, loro te lo volevano impedire, e allora tu facevi del tuo meglio per infrangere le regole.
“Non ve ne andate, perché anche io ho da fare un giuramento. Giuro che darei fino all’ultima goccia del mio sangue, fino all’ultimo brano della mia carne, per conservare la stima per un uomo come voi Athos, e l’amicizia di un uomo come voi, Aramis”.E si gettò nelle braccia di Athos.”Figlio mio!” Disse Athos stringendoselo al cuore.”E io” disse Pothos “non giuro niente, ma soffoco, perdio! Se dovessi battermi con voi, credo che mi lascerei infilare da parte a parte, giacché al mondo non ho amato che voi.”