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Alessandro Baricco – Libri

Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorare qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una sola parola o in una sola parola tutto nascondiamo? Sto qui, a una passo dal mare, e neanche riesco a capire, lui, dov’è. Il mare. Il mare.

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    “Zeus ci ha vietato di intervenire”, rispose tristemente Atena. “Tuttavia mi ha permesso di consigliare i troiani, se ascolteranno la mia saggezza. Perché li odi tanto, Era? Sei ancora gelosa perché Paride non ti accordò la palma della più bella? Cosa ti aspettavi? Dopotutto Afrodite è la Dea della Bellezza: molto tempo fa ho compreso di non poter competere con lei. E perché dovresti curarti di ciò che pensa un mortale?””Allora tu, Poseidone!”. L’orgogliosa Signora si rivolse al Dio del Mare, massiccio, barbuto e muscoloso come un nuotatore. “Dammi il tuo aiuto per abbattere le mura di Troia. Zeus l’ha ordinato e quindi non si sdegnerà”.”No”, rispose Poseidone. “Non lo farò finché non giungerà il tempo prestabilito. So bene che non posso cospirare con una donna contro la volontà di suo marito”.Parve echeggiare il tuono quando Era battè il piede ed esclamò: “Te ne pentirai!”. Ma Poseidone aveva assunto la forma di un grande cavallo bianco e galoppava lungo la spiaggia. Il trepestare dei suoi zoccoli sembrava simile allo scroscio delle onde lungo la muraglia costruita dagli Achei in riva al mare.Cassandra si svegliò atterrita, nell’udire il suono della collera di Poseidone, e si chiese se preludeva a un altro terremoto: ma nel Tempio tutto era tranquillo, e alla fine si riaddormentò.

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    Mentre correvo su per la salita, lui si era fermato per darmi il tempo di scappare, e le vespe l’avevano punto. E correndo gli erano caduti gli occhiali.Disse che non aveva avuto paura, mentre era fermo li con le vespe che lo pungevano e gli facevano male, mentre mi guardava correre via. Perché sapeva che doveva darmi il tempo di scappare, altrimenti avrebbero inseguito tutti e due. E mi disse che non era stato coraggioso, restando li fermo a farsi pungere. Non era stato coraggioso perché non aveva avuto paura: quella era l’unica cosa che poteva fare. Ma quando era tornato a prendersi gli occhiali, sapendo che li c erano le vespe, aveva veramente paura. Quello era stato vero coraggio.Perché quando hai paura di qualcosa, ma la fai comunque, quello é coraggio.(da “Coraline”)