Stefano Benni – Libri
Trovo straordinaria la quantità di energia che la gente utilizza per affrontare questi piccoli malesseri transitori. E la facilità che tutti hanno di chiudere gli occhi davanti ai grandi dolori indomabili.
Trovo straordinaria la quantità di energia che la gente utilizza per affrontare questi piccoli malesseri transitori. E la facilità che tutti hanno di chiudere gli occhi davanti ai grandi dolori indomabili.
La lettura è il rapporto fecondo di una comunicazione con il mondo in seno alla solitudine.
Uno crede che una volta che le cose vanno bene, che hanno preso l’anda della felicità, la strada sarà sempre in discesa, basta prendere più spinta e la goduria aumenta, diventa vertiginosa, e si sarà sempre più felici finché si raggiunge il trampolino della fortuna e si vola nel nirvana del perfetto culo.Non è così.Subito dossi, cunette, sassi in mezzo alla strada, e sbandate fuori dai tornanti. E davanti a noi una gran salita che non si vede la cima.
Lo scrivere è un ozio affaccendato.
Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli.
Bisognava cercare di interpretare le sensazioni come segni di altrettante leggi e idee, tentando di far uscire dalla penombra quel che avevo sentito, di convertirlo in un equivalente intellettuale.
E illuminato da pallida luna,teso nell’alto il braccio,dietro lui corre il bronzeo Cavalieresul cavallo sonoro galoppanteE per tutta la notte il povero dementedovunque volga il passo,dietrogli ovunque il bronzeo Cavalierecon grave scalpito galoppa.(da “Il Cavaliere di bronzo”)