Anonimo – Luoghi comuni
Ad avere la peggio è sempre il più debole.
Ad avere la peggio è sempre il più debole.
Se vivi la tua vita, non fai niente di male. Se cerchi la tua felicità, se cerchi il tuo piacere, non fai niente di vergognoso o di cattivo. Non preoccuparti di ciò che possono dire o pensare gli altri. Non hai bisogno di essere diversa da quella che sei. Lascia fluire l’energia dentro di te. È grazie a quell’energia che cambierai la tua vita. Abbandona le maschere che hai indossato fino ad ora. Vivi attimo per attimo, in modo autentico. Gioca con le emozioni e guarda cosa accade. Esprimi te stessa. Se gli altri avanzano pretese nei tuoi confronti, lascia che queste pretese cadano ai loro piedi, lascia che essi stessi si accorgano della loro piccolezza. Non hai bisogno della rabbia per evolverti, puoi trasformarla in amore. Se gli altri non ti approvano, sono loro che perdono qualcosa, non tu. Tu non sei né buona né cattiva, sei te stessa. Perché essere te stessa? No, la domanda è: perché non esserlo?
Non è insicurezza, è quella dannata paura che tutto questo svanisca, che il sogno che ci avvolge non abbia un lieto fine, è la paura di perderti che mi assale, non è l’amore che non sento ricambiato, è solo la grande voglia, che un attimo duri un’eternità e che tutto questo sia l’oggi e il domani, il passato l’abbiamo già scritto.
Capaci tutti a fare i lupi nascosti in un gregge di pecore.
Capire gli altri significa prima ancora conoscere se stessi, e solo dopo l’uomo potrà essere in grado di spiegare cos’è il dolore dentro e fuori di se.
Il mistero della nascita della vita, ma anche quello del mutamento, della trasformazione sia in natura che negli uomini, è inaccessibile ai nostri limitati occhi mortali; è come se il creatore abbia astutamente celato i propri segreti ai nostri sguardi curiosi. Così, per quanto possa essere sagace la nostra mente, non riusciamo a cogliere il mistero di un fiore che sboccia, o di un baco che diventa farfalla; davanti a questi miracoli della natura diventiamo come campagnoli che guardano stupiti, per la prima volta, le meraviglie di una metropoli, tanto affascinante quanto misteriosa ed estranea.
La solidarietà la si deve dare verso chi non la chiede, più che a chi invece la pretende.