Rosaria Brancato – Morte
Sentirsi assenti cercando la presenza di anime fuggitrici dal mondo che un giorno promise di non esistere.
Sentirsi assenti cercando la presenza di anime fuggitrici dal mondo che un giorno promise di non esistere.
La nascita è il sonno dell’anima, è l’oblio; la morte è il risveglio.
La morte non è niente per noi. Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi.
Nessun colpo sarà mortale sei hai deciso di vivere. Nessuno.
Dove sono finiti gli uomini? Intendo gli uomini veri, quelli che non chiedono il come ma fanno e basta. Quelli a cui non importa quanti chilometri sono distanti, piuttosto corrono; quelli a cui non importa se domani è lunedì, piuttosto non dormono; quelli a cui non importa se fai la preziosa, piuttosto ti sentono; quelli a cui non importa “se” “ma” “forse” scriverà lei, piuttosto lo faccio io; quelli a cui non importa se è poesia, piuttosto ti abbracciano; quelli a cui non importa se penserà male, piuttosto ti saltano addosso. Quelli a cui “chi se ne frega” se nevica, piuttosto mi ammalo! Dove sono finiti!?
La morte si sconta vivendo.
La morte non è nel non poter più comunicare, ma nel non poter più essere compresi.