Anna Maria D’Alò – Morte
Vivere il nulla è la vera morte.
Vivere il nulla è la vera morte.
Nella vita nessuno ci appartiene per sempre: è solo un viaggio insieme. Non possediamo neppure il nostro corpo: è solo un abito che copre l’anima e un giorno dovremo denudarci di questo nostro amato vestito. Diventeremo ciò che non siamo e abbandoneremo ciò che abbiamo fortemente amato… quindi viviamo ogni giorno come fosse il primo e l’ultimo.
Femminicidio. Orrendo termine che fa piangere. Piangi per la crudeltà, per l’arroganza, per la miseria morale di chi decide della vita, per il terrore che s’imprime negli occhi della vittima, per quella fiducia strappata con sangue d’innocenza.Femminicidio, termine che urla il dolore mortale di voci femminili che non hanno vera giustizia in questa società che ritiene di dover essere garante di attenuanti anche nei confronti degli sguardi biechi dell’assassino!Femminicidio come Olocausto. Termini a indicare insieme il male assoluto!
Ci si adatta alla precaria condizione quando ti resta solo quella per sopravvivere.
Non è l’attesa che sfinisce, ma è la delusione dopo l’attesa che uccide.
Ci sono amori in cui le anime si erano incontrate già prima della fusione dei corpi e ritrovarsi è soltanto completarsi.
Ho scelto il mio epitaffio: “Inferno: Visualizzato alle ore 18: 43”