Marisol Miseo – Morte
La vita mi tortura, il passato mi travolge incorruttibile, la voglia di non vivere mi sovrasta.
La vita mi tortura, il passato mi travolge incorruttibile, la voglia di non vivere mi sovrasta.
A Mia Madre:Fai che io non dorma più madre mia…io nel sogno vedo che morirò…questa volta non mi sveglierò…io me ne andrò.Vivo lì dove nessuno sa dov’è.
É più facile morire di niente che di dolore, al dolore ci si può ribellare al niente no.
Un giorno di me resteranno le parole e i pensieri che non ho voluto portar via.
La morte è ciò che fino ad ora la vita ha inventato di più solido.
Viviamo in una società dove la gente s’ammazza e ammazza con una facilità mostruosa. Ormai si sta perdendo il senso della vita.
C’è un gioco sottile nel risveglio. Una fase in cui la morte ti corteggia, lusingandoti, per protrarre il sonno e convincerti a non svegliarti mai più. La morte ha la prima mano. Ti presenta caleidoscopicamente ciò che ti attende non appena avrai aperto gli occhi. Di che sudare freddo in un letto caldo. Poi, ti fa una controproposta: ti invita a tenere gli occhi chiusi, come se tu fossi il testimone di un imminente delitto mafioso. Quindi, gioca la carta del torpore: un asso pigliatutto che si porta via i tuoi progetti per il passato, ramazza l’angoscia di un presente onnipresente come Dio, ti assicura che nel futuro, per tua fortuna, non ci sarai.