Delia Viscusi – Morte
Io non sono San Francesco. Non dirò mai “sorella morte”.
Io non sono San Francesco. Non dirò mai “sorella morte”.
Appena adolescente, la prospettiva della morte mi gettava nell’angoscia; per sfuggirvi mi precipitavo al bordello o invocavo gli angeli. Ma, con l’età, ci si abitua ai propri terrori, non si fa più niente per liberarsene, ci si imborghesisce nell’Abisso. – E se ci fu un tempo in cui invidiavo quei monaci egiziani che scavavano le loro tombe per versarvi lacrime, oggi scaverei la mia per non lasciarvi cadere altro che cicche.
Bruciato e schiacciato a morte in un bugliolo di zuppa. Ci saranno anche modi peggiori di morire. Ma non molti.
Da certi incubi ci risvegliamo solo quando ci addormentiamo per sempre.
E cade la pioggia e cambia ogni cosa, la morte e la vita non cambiano mai.
Morte: se la conosci non la eviti. Se non la conosci non la eviti comunque.
Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portarmi via parecchio tempo fa.