Renato Zero – Morte
La morte, se non è un pensiero, non fa paura.
La morte, se non è un pensiero, non fa paura.
Il dolore di una perdita è sonoro. Il ricordo doloroso di una perdita è muto.
Ogni essere umano alla fine dei suoi giorni, entrando nella dimensione ultraterrena, prenderà atto che il bilancio della sua vita terrena è stato in perfetta parità, Da una parte tutte le cose positive; dall’altra tutte le cose negative, ed il tutto in perfetto equilibrio. Così giustizia è fatta.
Per togliere la pena di vita a molti bisognerebbe dare la pena di morte a qualcuno.
Quanto più un uomo è forte e tanto più dolorosamente sente pesare su di sé la morte.
La morte non conta un cazzo quando ti serve un posto per dormire.
C’è un gioco sottile nel risveglio. Una fase in cui la morte ti corteggia, lusingandoti, per protrarre il sonno e convincerti a non svegliarti mai più. La morte ha la prima mano. Ti presenta caleidoscopicamente ciò che ti attende non appena avrai aperto gli occhi. Di che sudare freddo in un letto caldo. Poi, ti fa una controproposta: ti invita a tenere gli occhi chiusi, come se tu fossi il testimone di un imminente delitto mafioso. Quindi, gioca la carta del torpore: un asso pigliatutto che si porta via i tuoi progetti per il passato, ramazza l’angoscia di un presente onnipresente come Dio, ti assicura che nel futuro, per tua fortuna, non ci sarai.