Alessandra Lanza – Morte
Vorrei essere come un fiore: sbocciare e morire in un giorno.
Vorrei essere come un fiore: sbocciare e morire in un giorno.
La pallottola che mi ucciderà non è ancora stata forgiata.
I miei cari che se ne sono andati, mi hanno lasciato ricordi belli e anche brutti nella memoria, perché non erano perfetti, come non lo sono io, come non lo è nessuno. Ma nel mio cuore hanno lasciato solo amore, tanto amore! Che custodisco con cura. Perché era il meglio che potevano lasciarmi. È quello che di meglio possiamo lasciare a quelli che rimarranno dopo la nostra partenza. Il nostro amore!
Se non hai timore della morte perché sei sempre lì a contare i giorni che ti separano da essa?
Mi applaudiranno perché sanno che sto morendo o perché sono bravo?
Il vento mi sussurra il tuo nome, in mezzo a una miriade di persone… sola, inguaribilmente sola. Ascolto il tuo profumo e penso che nessuno, potrò mai amare all’infuori di Te!
Quando morì mia figlia Paula mi accorsi che la morte è un terribile inconveniente, ma non un ostacolo alla comunicazione. Io comunico ancora con lei, così come con mia nonna, morta 50 anni fa. Scrivendo storie voglio comunicare con il mondo.