Mario Brunello – Musica
Tradurre le parole in musica è un’avventura, quando prendo Bach, ad esempio, devo trovare parole altrimenti è il nulla.
Tradurre le parole in musica è un’avventura, quando prendo Bach, ad esempio, devo trovare parole altrimenti è il nulla.
Il blues è l’unica consolazione delle disillusioni e sofferenze su cui contare, perché consola anche dal bisogno di essere rincuorati, consolati. Ha un ritmo coinvolgente, scazonte come il passo di uno zoppo che si muove a passo di danza, che parte da un motivo semplice, una rima incatenata, alternandosi, potenzialmente all’infinito, come le terzine di un poema dantesco, e alla fine si cade sempre in piedi sul primo accordo, come un gatto che cade dal tetto, sulla strada che poi si trasforma in un altro tetto per un altro giro…
Sono una normale strana persona che non trova mai i tasti giusti per comporre la musica della vita.
Una canzone è un segnalibro messo tra i giorni della nostra vita. Riascoltarla sarà come rileggere quella pagina provando ogni volta la stessa emozione.
Soltanto la celeste, divina arte della musica è in grado di rendermi manifeste le gioiose emozioni che mi riempiono l’anima; non è possibile esprimere l’eterno con le parole; il cercare di farlo sarebbe una profanazione.
Ti guarisce, la musica. Ti solleva come un vento forte ma gentile, ti gonfia gli abiti e allarga il cuore, si insinua come aria di mare ad impregnare pelle e pensieri, ti bacia gli occhi come fa il sole, ti solletica il collo come un cucciolo morbido e ti accende l’anima come fiamma di passione. E ti abbraccia, come ti abbraccia la musica solo pochi sanno farlo, solo pochi sanno avvolgerti fino a farti sentire salva da tutto il mondo, fino a farti sentire forte, fino ad infonderti amore puro.
Il mio idolo è molto simile alla luna, non lo posso toccare e lui si trova a miglia da me, ma nei momenti bui è lui ad illuminarmi.