Joyce Carol Oates – Nemico
Il nostro nemico é per tradizione il nostro salvatore, perché c’impedisce di essere superficiali.
Il nostro nemico é per tradizione il nostro salvatore, perché c’impedisce di essere superficiali.
Dare buon consiglio è cosa meritevole ma, il più delle volte, s’incorre a inimicizia.
“Ora, tu mi sembri un uomo che deve apprezzare il valore di una buona chiave”, disse l’uomo. La pietra nera scomparve dentro il suo pugno stretto e all’improvviso ricomparve nell’altra mano, dove riprese a passeggiare tra le dita. “Ne sono sicuro. Perché le chiavi sono fatte per aprire le porte. C’è qualcosa di più importante nella vita che aprire le porte, Lloyd?””Signore, ho una fame tremenda”.”Certo che hai una fame tremenda”, convenne l’uomo….”Cenare”, disse Lloyd. “Va bene”.”C’è tanto da fare”, ripetè Flagg contento. “Dobbiamo muoverci molto in fretta”. Si incamminarono assieme verso le scale, oltrepassando i morti nelle loro celle. Quando Lloyd incespicò per la debolezza, Flagg gli mise il braccio sotto il gomito e lo sostenne. Lloyd si volse e fissò quel volto sorridente con qualcosa che non era solo gratitudine. Fissò Flagg con qualcosa che poteva essere amore.
I nobili draghi non hanno amici. Quello che più si può avvicinare a tale concetto è un nemico ancora in vita.
Gratta un innamorato e troverai un nemico.
Il nemico più difficile da sconfiggere è quello che ciascuno si inventa.
Accetto colei che si chiama morte ma non coloro che si chiamano infami.