Anonimo – Palindromi
Eppure le ruppe.
Eppure le ruppe.
Posso fare qualunque cosa e se c’è qualcosa che non posso fare, vuol dire che non ne vale la pena.
Devi scusarmi se quando ci troviamo nella stessa stanza non riesco a reggere il tuo sguardo… Dentro me il cuore vorrebbe esplodere, vorrebbe dirti che ti amo, che non mi importa niente delle volte in cui mi hai ferita, con gesti e parole, del modo in cui mi hai gettata via, che mi importa solo di te… ma so che per te non cambierebbe nulla, allora continuo a lottare contro me stessa, in silenzio, continuo a reagire male davanti a ogni tuo tentativo di sfiorarmi, di scherzare con me come se non ci fosse mai stato niente fra noi, come se le tue parole non fossero mai state pronunciate e non avessero mai lasciato le ferite sul mio cuore… Sei e sarai per sempre la mia vita, e so che dovrei chiedere scusa a me stessa perché ti permetto di farmi del male, ma questo sentimento è tanto forte da farmi guardare oltre tutto questo. Il tuo pensiero mi tormenta in tutti i miei giorni, sei la ragione di ogni mio gesto, ma mi rendo conto che in questo modo sarai anche la causa che mi farà perdere me stessa.
Quando sguaini la spada non chiederti chi uccidere, ma chi risparmiare.
Come quando stai per molto tempo al buio e poi esci fuori, e c’è il sole: la luce ti acceca quasi, e ti ci vuole qualche minuto per abituarti. Sei così.
Hai presente la sensazione di un raggio di sole che ti scalda il viso nella giornata più fredda? Per me quel raggio di sole sei tu.
Se non vivi per qualcosa, muori per niente.