Marika Solfatti – Paradiso & Inferno
Era come osservare il paradiso senza poterci entrare.
Era come osservare il paradiso senza poterci entrare.
È nel veder la sua opera compiuta, che trova pace l’inferno dell’artista.
Più cresce e s’avverte il paradiso nel cuore… più decade l’inferno dalla propria mente.
In un attimo puoi toccare il paradiso e saziare l’inferno di una vita.
Se ti lancio un sasso non schivarlo lasciandolo depositare sul fondale e permettendo al livello del mare di aumentare impercettibilmente. Se ti lancio un sasso prendilo al volo con la mano e rilanciamelo contro, inondandomi, travolgendomi, stordendomi… ma senza trattenerlo perché potrebbe ustionarti e se rilanciato quando s’è raffreddato il sasso avrebbe un peso ed una durezza maggiori. Voglio essere libera di non pormi limiti, voglio bersagliarti di pensieri sommergendoti in un flusso incessante di controcorrenti perché l’acqua trattenuta permane e fa il calcare mentre l’acqua lasciata libera di scorrere alliscia. Perciò, se ti offendo non offenderti, offendimi ché non mi offendo.
Forse ci creiamo l’inferno, perché il paradiso ci annoia.
È più facile per l’immaginazione comporsi un inferno con il dolore che un paradiso con il piacere.