Michele Acanfora – Paradiso & Inferno
Sono i colpi che riceviamo dalla vita, a rivelarsi fruttuosi mezzi che ci conducono a percorrere la strada tratteggiata per noi dal Signore.
Sono i colpi che riceviamo dalla vita, a rivelarsi fruttuosi mezzi che ci conducono a percorrere la strada tratteggiata per noi dal Signore.
Diritto a tutti di lavorare dignitosamente? Penso che oggi questo diritto sia garantito solo a chi ha la strada spianata per mezzo di conoscenze e favoritismi. Tutto il resto che rimane è destinato a tanti poveri sfortunati, dotati di talento e volontà, che purtroppo per loro sfortuna non conoscono politici o altri come loro che hanno potere, ma non dignità.
Quando la mente è annebbiata dall’egoismo e dalla trasgressione, produce veleno per l’anima.
Ogni desiderio che si realizza, è frutto di un lungo cammino fatto di forza e perseveranza.
Per alcuni di noi, per cui la vita è o bianca o nera, o tutto o niente, o dentro o fuori, senza mezze misure…l’essenza di ogni oggetto che possiamo possedere, dal più scontato al più raro, viene massimizzata, fondamentalmente privandosene. Perché solo la privazione aumenta il desiderio. E quando il desiderio è estremo, la sua percezione e intensità sono equivalenti a quelle di un orgasmo. Ebbene si. Bisogna fare l’amore. Fare l’amore con il cibo, con le proprie passioni, con la propria mente, con il proprio corpo, con il proprio uomo. E fare l’amore significa arrivare allo stremo delle energie fino a far male, a far mancare il respiro, a nauseare. Una sorta di masochismo paradossalmente rigeneratore, che si raggiunge solo rendendo esclusivo l’approccio con l’oggetto. L’abitudine è assuefazione che sminuisce il suo straordinario valore. Per questo bisogna fondamentalmente privarsene…
Ma poi forse è questo l’inferno!
Tutto ciò che di negativo accade nella nostra vita, non deve oscurare la luce viva…