Igor Sibaldi – Paura & Coraggio
Aveva avuto paura del mondo, come tutti coloro che hanno paura di se stessi. Teme il mondo chi teme che estranei gli guardino nell’anima e ne restino amareggiati.
Aveva avuto paura del mondo, come tutti coloro che hanno paura di se stessi. Teme il mondo chi teme che estranei gli guardino nell’anima e ne restino amareggiati.
Le radici che ti tengono in piedi a volte sono troppo sottili e cedono al peso morto di un cuore in frantumi.
Mi sbagliavo sai? Pensavo ci fosse dolcezza in lui, e coraggio, che ci fosse un uomo, invece ho trovato solo rami molli e fili spinati.
Povero è colui che rimane nell’ignoranza e nella sua ignoranza ignora che il tempo scorre. Sciocco poi sarà il povero, quando il tempo gli mostrerà i suoi fallimenti e mortificherà il prossimo per risparmiare se stesso. Smarrito sarà il povero sciocco che si perderà e perderà ciò che nel tempo trascorso è passato.
Bisogna arrendersi a se stessi solo allora si trova il coraggio per lasciare andare ciò che di vecchio ci si tira dietro, la paura l’impotenza. Si diventa efficienti, e muoversi nel grande mare della gratitudine che unisce da sempre.
La paura fa parte della condizione umana.
Le carezze insegnano più degli schiaffi. E le parole dolci, e gli abbracci. I ricordi sono silenziosi, bussano all’anima come amici lontani. E più delle lacrime ricordi i sorrisi. Più delle paure ricordi le gioie. Più dei rimproveri ricordi ciò che ti hanno insegnato i gesti. E più di ogni altra cosa, dopo, ti mancheranno alcuni profumi.