Giuseppe Catalfamo – Paura & Coraggio
Aver paura del tuono è come aver paura della morte.Non può servire ed è fondamentalmente inutile.Udito il fragore il fulmine non può più far nulla.
Aver paura del tuono è come aver paura della morte.Non può servire ed è fondamentalmente inutile.Udito il fragore il fulmine non può più far nulla.
Morire non dovrà essere poi così tremendo.Son stato ricoverato due volte in condizioni più o meno gravi, non ho praticamente ricordi dei momenti più concitati.Deduco che, fossi morto, non ne avrei neanche il ricordo.
Volontà, determinazione e coraggio sono le vele da issare per iniziare un nuovo cammino, tracciato dalle nostre decisioni.
Riprendermi la vitaal galoppo.Renderla feliceè la necessaria biada.
Ma quando si è giovani spesso non si sa dov’è il nostro cuore. Ci spinge la paura di perdere qualcosa e anche se abbiamo tutta la vita davanti, siamo convinti che il tempo ci scorra fra le dita come sabbia. Abbiamo paura che non faremo mai quello che non facciamo subito.
Il “tempo”, quello che dedichiamo a farci consumare dal mondo robotizzato dei consumi è certamente invenzione umana.Il Tempo, quello vero, quello che non c’era prima del Big Bang, prima della luce, prima dell’evolversi dello spazio, è inconcepibile come potesse non esserci prima d “esser creato.Potrebbe esistere da qualche parte un nucleo, ma anche una piramide, perché no, una medusa pelagia, insomma un Entità che di suo possiede ogni elemento occorrente per” costruire “questo universo.Ogni elemento, dai minerali alla luce, dall’acqua al Tempo.Forse per l” Entità il Tempo è un qualcosa che si può usare, plasmare, stringere, allargare, malleabile come un comune metallo.Potrebbe possedere infiniti elementi a noi sconosciuti come la “materia oscura” e facilmente esistono molteplici universi, forse solo il nostro è condannato dal Tempo non malleabile per l’uomo.Il Tempo per l’Entità sarebbe un elemento come tanti altri, “sempre esistito”.”Sempre” “esistere” “finire” “iniziare” sono piccoli concetti umani, mortali, che certamente l” Entità non concepisce.
Oggi siamo esploratori di un continente ignoto, non sappiamo fino a dove si estende, non sappiamo cosa ci troveremo di fronte, ma abbiamo delle certezze: il cammino è ancora lungo, il campo base è alle spalle, abbiamo lasciato lì le nostre paure, vogliamo andare avanti… fino all’Eldorado.