Valeriu Butulescu – Poesia
C’è una poesia delle cose che ci attrae anche senza comprenderne il senso.
C’è una poesia delle cose che ci attrae anche senza comprenderne il senso.
Non so scrivere poesie. Allora scrivo emozioni, speranze, sogni.
Dei nuovi poeti: è così raro che un uomo afferri se all’orizzonte sia una finestra d’ufficio a brillare, o se lì stia per sorgere un grande corpo celeste. (E quando quest’ultimo poi orbita in alto, essi riposano nelle loro alcove coperte, e rantolano, e sognano dei grassi zamponi delle segretarie; o che non hanno superato gli esami di maturità): per chi scrivono di fatto i poeti? Per l’unico loro simile su centomila? (Perché anche quei pochi su diecimila, che potrebbero semmai essere interessati, i contemporanei non li scoprono affatto, e sono fermi nel migliore dei casi a Stifter). – Noo!: io scrittore mai!
Dietro l’orgogliovelato un viso tristeUn cuore in tormentosensi di colpaNostalgia di una chaicchieratae di amica qual eri.Scusa per la parole volatesenza usare il cervello.Per quelle brutte dettesenza veramente pensarle.Scusami se ti ho feritoferendo anche me.Scusami non posso cancellarlema posso chiederti sinceramente”scusa”.
Chiedere al poeta di spiegare la sua poesia è come domandare al firmamento la prossima stella cadente.
È un petalo la tua memoria che si adagia sul cuore e lo sconvolge.
Intelligenza, tanta! Saggezza, ampia! Pazzia, troppa! Bellezza, infinita!