Cesare Fischetti – Poesia
Intelligenza, tanta! Saggezza, ampia! Pazzia, troppa! Bellezza, infinita!
Intelligenza, tanta! Saggezza, ampia! Pazzia, troppa! Bellezza, infinita!
Questa notte non ho voglia di poesia, ma del morso di un serpente che mi desti dal torpore di questa canzone finita.
Che una poesia sia intraducibile è la prova che il suo autore ha fatto centro.
Siamo tutti poeti, peccato che l’inchiostro è della penna di qualcun altro.
La poesia vive nella profondità e nella sensibilità, nel silenzio e nel sentire, nei sussurri dell’anima e nei respiri affannati per le angosce del mondo.Nella poesia non risiede la biografia di un poeta; sicuramente la sua vita esprime il carattere dei versi, ma dal poeta riceve sussurri silenti senza però esserne la fotocopia.La parola è potente quando viene dall’anima, ma da sola non vale niente.Servono delle regole affinché acquisisca funzione poetica. Precise regole acustiche, ritmiche, formali, metriche. Oltre a bellezza, capacità evocativa e suggestione. In più, allitterazione, omofonia, rima; in poche parole “pathos”.Il poeta aspira la vita del mondo nel suo cuore, la trattiene il tempo necessario fino a che, quando la espelle ne esce una poesia.
Il poeta scrive le note dell’anima suasu un pentagramma d’ariaappeso alla punta di una stella- inzuppata di luce e pioggia -ai confini dell’universo.
Forse, il poeta è semplicemente colui che riesce a trasformare la propria follia in poesia.