P. Gian Franco Scarpitta – Religione
Il Dio della croce è l’amore capace di soccombere alla morte, perché la morte soccomba all’amore.
Il Dio della croce è l’amore capace di soccombere alla morte, perché la morte soccomba all’amore.
In qualunque modo lo guardo, come l’Assoluto, l’Inconoscibile, l’Essere Supremo, il Creatore, il Giudice, l’Indifferenziato, Dio mi sembra sempre umano, troppo umano.
Ripongo una tale fiducia in Lui, che ogni volta interviene in maniera sempre più sconvolgente. Che dire, è unico!
Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita.
Il prete è come un bagarino all’ingresso del paradiso.
Se Dio è uno, qual è la religione giusta da professare per far si che le preghiere siano veramente accolte da esso?
Il vero Dio, l’Amore eterno, sta vicino ed è presente nella debolezza e nella malattia come ci dimostra Cristo. Dio non sta dalla parte della potenza e della forza, perché la volontà di potenza è una tentazione malvagia per lo spirito. Chi non ama i deboli e i malati, gli oppressi, i poveri e gli emarginati da questo mondo crudele e rimane indifferente al dolore del prossimo non è degno della pace e della serenità del regno di Dio. Il regno di Dio è di chi ama senza condizioni e desidera la consolazione eterna dal dolore della vita terrena. Quando questo mondo sarà passato la legge del più forte che ora prevale nella natura e nel mondo umano, e che si oppone all’Amore, sarà distrutta e sostituita dalla legge dell’Amore universale di Dio.