Antonio Cuomo – Religione
Non nascondermi gli ostacoli, non ostruire le buche, ma apri i miei occhi in modo che io possa vederle, donami la forza per seguire la tua strada, offrimi un passo sicuro per camminare la via che hai tracciato per me.
Non nascondermi gli ostacoli, non ostruire le buche, ma apri i miei occhi in modo che io possa vederle, donami la forza per seguire la tua strada, offrimi un passo sicuro per camminare la via che hai tracciato per me.
Non ho bisogno di troppe promesse, ma di poche certezze.
Stringimi forte, che nessun dolore abbia a ferire il tuo cuore.
Essere un santo, è lasciar trasparire Dio.
Quando si uccide chi si sa migliore, e si rende fratelli nella croce solo per prendere possesso dell’eredità, la ricchezza, materiale e spirituale, quei fratelli e il loro Dio, che temeva di perdere il suo potere, non dovrebbero lamentarsi delle conseguenze che ha il Male compiuto… se sono veri uomini. Se sono delle piattole è un’altra questione.
La religione che condivide con la musica la caratteristica di essere un mistero ancora irrisolto dovrebbe imitare quest’ultima e permettere ai suoi fedeli di aderire alle manifestazioni che non siano loro più confacenti. Il vantaggio della musica sulla religione sta nella sua capacità di sollevare e ispirare molte persone senza doversi accostare troppo alla ragione ma entrambe sono unite nel nobile scopo di innalzare l’umanità al di sopra della prosaica monotonia della vita: di portare speranza e consolazione, di trasfigurare dolore e gioia.
Passano le persone, attraverso gli anni sono consumate dal tempo, ma quei loro ricordi belli in noi, non passano mai.