Carlo Arosio – Religione
In qualunque modo lo guardo, come l’Assoluto, l’Inconoscibile, l’Essere Supremo, il Creatore, il Giudice, l’Indifferenziato, Dio mi sembra sempre umano, troppo umano.
In qualunque modo lo guardo, come l’Assoluto, l’Inconoscibile, l’Essere Supremo, il Creatore, il Giudice, l’Indifferenziato, Dio mi sembra sempre umano, troppo umano.
Dio è una partita che si gioca con l’ipotetico e si vince le con le proprie convinzioni.
Ecco quale è la nostra vocazione: essere oggi nel mondo Cristo Gesù che prega.
Ci vuole veramente molta fede per mantenere la fede.
Il Bene, anche a stento, non si sottometterà mai al Male.
La medicina cura i mali del corpo, quelli dell’anima li cura la fede.
È il mistero che ci spinge a credere in Dio. Allora ci creiamo delle false credenze per sfuggire all’ignoto, che ci fa così tanta paura. La morte è la più grande personificazione del mistero, la più grande invenzione della vita ed è solo grazie alla consapevolezza della morte come fine ultimo della vita che riusciamo ad acquisire una voglia di vivere immensa.