Nicola Schiavone – Religione
Non riesco a immaginare Dio come essere semmai come essenza.
Non riesco a immaginare Dio come essere semmai come essenza.
Il dito di Dio.Padre, figlio e Spirito Santo.Ovvero: uomo, spirito, Dio.Una Triade indivisibile dalla cui fusione “nasce” il Quarto.L’Uno, il principio di tutti i principi, infinito ed eterno, inglobante sia il micro che il macrocosmo.Esistente e preesistente, causa prima di tutte le cause.In una parola: Dio.Il dito di quel Dio Creatore della cappella Sistina che emana da sé stesso, non crea, tutto quanto a lui si riconduce col tempo e nel tempo e fuori dal tempo.
Dio creò il mondo e infine creò anche l’uomo e la donna. Adamo ed Eva vivevano felici nel Paradiso Terrestre; a loro era concesso tutto, tranne mangiare il frutto proibito dell’albero della conoscenza del bene e del male. L’uomo, disubbidendo Dio, ora era in grado di distinguere il bene dal male e quindi di fare le proprie scelte. Se nel mondo ci sono dolore, crudeltà e ingiustizia non è per colpa di Dio, ma è tutta opera dell’uomo che sovente sceglie la via del male.
Niente è più fatale alla religione che l’indifferenza, che alla fine, è una mezza infedeltà.
La scienza vale più delle perle e nessuna cosa preziosa l’uguaglia.
Dio è una partita che si gioca con l’ipotetico e si vince le con le proprie convinzioni.
Pregare come se tutto dipendesse da Dio; agire come se tutto dipendesse da noi.