Angela Randisi – Ricchezza & Povertà
Nel giardino dei ricchi la miseria è considerata come un’erbaccia da estirpare perché infestante.
Nel giardino dei ricchi la miseria è considerata come un’erbaccia da estirpare perché infestante.
La gente “povera” la riconosci subito. Ha lo sguardo perfido e il cuore cattivo. Puzza di egoismo e non è mai felice malgrado le tasche piene.
Chi vive nell’amore non conosce invidia o cattiveria, i mali che intorpidiscono l’anima.
Può dirsi ricco solo l’uomo che si accontenta di quello che ha.
Non è fondamentale uno studio per capire che rubare non è altro che vizio invidia e fame di ricchezza.
Se ci fosse chi riesce a vivere senza mai servirsi del denaro, lo Stato esiterebbe a chiedergliene. Ma il ricco, per non fare paragoni spiacevoli, è sempre colluso con l’istituzione che lo fa ricco. In termini assoluti, più soldi corrispondono a minor virtù, poiché il denaro si insinua tra l’uomo e i suoi obiettivi e glieli ottiene, però a scapito della sua onestà. Mette a dormire molte domande alle quali quell’uomo altrimenti avrebbe dovuto rispondere, mentre la sola domanda che gli pone è dura e superflua, come spendere.
Chi dimentica gli errori fatti sarà costretto a rifarli.