Angela Cicolari – Ricchezza & Povertà
Non ho mai voluto i soldi del Serpente, né sporcare la sua nobiltà. Un conto in banca riguarda solo chi ce l’ha, e la nobiltà giudica sé stessa.
Non ho mai voluto i soldi del Serpente, né sporcare la sua nobiltà. Un conto in banca riguarda solo chi ce l’ha, e la nobiltà giudica sé stessa.
– Oggi non si ha più riguardo a nessuno. Dicono che chi ha più denari, quello ha ragione…Allora si rivolse verso don Diego, con grande enfasi, pigliandosela coi tempi nuovi:- Adesso non c’è altro Dio! Un galantuomo alle volte… oppure una ragazza ch’è nata di buona famiglia… Ebbene non hanno fortuna! Invece uno venuto dal nulla… uno come mastro-don Gesualdo, per esempio!…
Il denaro modifica l’esistenza, la felicità cambia la vita.
È importante fare una distinzione tra bene e male, ma tra il bianco e il nero non avrebbe senso, nessuno dei due si identifica con virtù e malvagità; come il giorno non è migliore della notte o viceversa. L’universo è costruito sopra il Tao, come un computer funziona con un flusso di 0 e 1 sostanziali sopra la materia. Neanche tra il rosso e il blu c’è questa differenza, è solo una costruzione decifrabile dalla scienza e non dalla morale. Può succedere un evento che li destabilizza entrambi, quando il criterio e la sensatezza vengono meno. Se questo evento è provocato da chi è a guardia della stabilità, cioè dal Padrone del Tao, il Serpente, le speranze di uscirne vivi sono poche. Sia il rosso che il blu, quindi, o il bianco e il nero, che dir si voglia. Se un lato della medaglia cade, l’altro lo segue a ruota, così gli altri rami o universi che si diffondono in giochi di luce riflessa da una matrice finita in corto. E questa Fine tanto osannata a chi gioverà se fine di tutto significa proprio annullamento, fine di tutto. Chi ne godrà? Materia consumata, spirito sciolto, il nulla. Nessuno schermo manderà immagini perché non esisterà più neanche lo schermo, chi lo guarda e quello che esso riproduce. Se uno dei due, lo zero o l’uno, si dissolve, lo schermo diventa… piatto. Se parlo così del serpente è perché ho tendenze fasciste? Direi che è un po’ più complicato di così, la realtà è molto più complicata, perché il fascismo lo aveva voluto il serpente. Fascio e serpente sono la stessa cosa. Un cinque o un sei o un sette sono parte della stessa numerazione. A volte ha solo bisogno di “ciccia”, di spirito e sangue per tonificare il sistema e sostenerlo. Questa volta, per farlo diventare immortale. Ma tutto è un cerchio chiuso, e anche un quadrato allo stesso tempo. Quindi, una ribellione, contro chi sarebbe? Le due parti, di fronte come ad osteggiarsi, sono la stessa persona, che si ricambiano lo sguardo. Ci sono anche gli errori di calcolo. Perché l’ha fatto l’erroruccio, alla fine, determinato dall’avidità. Ha voglia ad inventare nuovi veleni da cui estrarre e succhiare spirito per la vita eterna e la bellezza, se questo spirito è la sua morte. Il limone sarà la morte delle cozze, ma io sono effettivamente la morte sua. La mia vita lo salverà, la mia morte lo perderà. Non è mia la colpa né la volontà, ho detto mille volte di non farlo, a Cristo e a suo Padre. Fine di questi due lati della medaglia, pipistrello e serpente insieme, che poi, sempre di vampiri si tratta. Non auguro che il mio sangue gli vada di traverso, questi sono il tipo di auguri che fanno loro, ma li avverto, solo secondo leggi fisiche e scientifiche, che provocherà qualche irrimediabile indisposizione universale e dimensionale, insieme alla loro distruzione.
Puoi avere tutti i soldi che vuoi, ma se non hai accanto qualcuno che ti ama e si prende cura di te, sei il più povero dei poveri.
Il guaio dei soldi (crisi economica): pochi ne hanno moltissimi e moltissimi pochi o quasi niente.
La gente ha bisogno di credere in qualcosa di superiore, di avere degli idoli e dei signori che comandino, è per questo che più dei due terzi dell’umanità vive in povertà.