Giuseppe Catalfamo – Scienza e tecnologia
Per affacciarsi “oltre” non è la velocità della luce che bisogna “sfidare”, ma quella del “pensiero”.
Per affacciarsi “oltre” non è la velocità della luce che bisogna “sfidare”, ma quella del “pensiero”.
5 Agosto 1945 h 8:16 Londra sanguina, l’Europa è morta.La Germania sgancia per prima l’atomica su Londra,gli inglesi e l’europa tutta chinano il capo all’invasore.Anche gli Stati Uniti colpiti mortalmente nella costa norddella California firmano la resa ad Hitler.25 Aprile 2010 La Liberazione.Dopo decenni di guerra partigiana finalmente il nemicodittatore è distrutto, l’Italia finalmente può gridare ‘libertà’La Patria ringrazia come eroi i partigiani più coraggiosiGasparri e Bossi.15 Settembre 2010.Non si hanno ad oggi notizie degli spregevoli disertorid’alema, Prodi e Berlusconi.
In fondo la pratica della scienza non è altro che lanciare uno sguardo al di là delle ideologie, e riuscire infine a ridimensionarle.
Non mi sottoporrei mai a nessun intervento di chirurgia estetica se non per aumentare in modo considerevole la materia cerebrale.
La scienza è simile ad un drago gigantesco che nasconde dentro sé il mistero del fuoco.Basta che qualcuno lo stuzzichi e le fiamme sbucano fuori nella loro bellezza magica, abbagliando, ma inevitabilmente, spesso bruciano tutto ciò che sfiorano.
Una Luce non può essere infinita e illimitata, come qualsiasi energia avrà un suo ciclo vitale prima di spegnersi, nel limite chiuso dello spazio e del tempo. Continuare ad “immettere” significa sempre consumare, e una forza doppia brucerà i due interi del suo tempo, eccessivamente brillante e vigorosa. Perché un’energia per farla entrare in circolo senza danni irreparabili deve avere una essenza, una qualità di base, una forza e un flusso compatibili con il sistema di materia e spirito in cui è introdotta. Cortocircuito non è una spiegazione che illustra adeguatamente il guasto a livello subatomico e quantico che un sistema potrebbe in questo modo subire, anche se rende l’idea. E gli operatori al di là del cielo, architetti di questa realtà, nelle loro comode poltrone del controllo finirebbero coinvolti nell’esplosione del loro giocattolo, lo schermo dove la realtà, che è ovunque una, scorre per non-infinite possibilità, morendo insieme al loro vertice, anche se dovessero essere in pausa caffè.
Si diventa filosofi perché non si “capisce”.