Vincenzo Giusepponi – Società
Fino a quando le disparità sociali saranno eccessive, il mondo non potrà dirsi abbastanza civile.
Fino a quando le disparità sociali saranno eccessive, il mondo non potrà dirsi abbastanza civile.
L’umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perché, a considerare le cose da vicino, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione.
Noi giovani siamo troppo violenti, magari un po’ fuori di testa, ma l’unica cosa che ci differenzia dagli altri: è che loro ragionano col cervello, noi gente pazza ragioniamo col cuore.
I cittadini sono colpevoli di non avere sufficiente autorità, e i potenti sono colpevoli di non avergliela mai data.
Ci vuole una vita per capire quanta ingiustizia esiste e quando lo capiamo siamo troppo stanchi per reagire.
Meritano gli occhi di vedere un futuro migliore. Merita il cuore di sentire più verità: per i nostri figli e per noi, per il mondo intero, afflitto e in mano al potere di “certi” uomini che hanno “falsato” la bilancia della giustizia a loro favore. Si ergono cattedrali dorate mentre bambini nel mondo muoiono di fame. Uomini del disonore, dell’ingiustizia e dell’egoismo condannano certi “uomini”, mercanti abominevoli di vite umane, e poi vendono le armi da guerra per le stragi di altri esseri umani; perché l’economia mondiale striscia come un verme sulla vita delle persone! Questo è il mondo che abbiamo creato, e lo abbiamo messo in mano a coloro che gridano forti parole di giustizia mentre hanno il portafoglio pieno zeppo dei nostri sacrifici, delle nostre lacrime e di quelle dei nostri figli. Vogliamo la pace, la serenità e la giustizia!
Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie.