Emilio Rega – Società
L’ecumenismo dei capi.
L’ecumenismo dei capi.
La storia dell’umanità sembra sempre di più ad un fiore che marcisce prima ancora di sbocciare.
A volte siamo costretti a vivere delle dinamiche che ci portano ad adottare comportamenti che non corrispondono al nostro modo di pensare.
Centocinquantesimoè da centocinquant’anniche l’Italia è ormai unita,ma con tutti questi affannipar una storia infinita.E pensar che è un paradisodal Piemonte a Lampedusae se il popolo è divisoc’è sicuro un’altra scusa.A metà dell’ottocento,Garibaldi ha iniziatoquel che fu il Risorgimentoche l’Italia ha unificato.E la gente di Senigalliada quel dì è riconoscentee non penso che si sbagliao lo scorda facilmente.A noi tutti sta nel cuoree nessuno l’ammaina piùqui sventola il tricoloreinsieme alla bandiera blù.
Ingiustizia sociale è anche questa: se dici con onestà “mi sento male”, o becchi una bella indifferenza o ti rispondono: “no, non è vero.” E, se ti metti a tacere abbastanza volte, puoi o stancarti di difendere i tuoi diritti e cedere o interiorizzare che sei veramente inferiore ad altro.
Per un onesto il danno è incappare in un disonesto, la beffa affidarsi ai giudici per avere giustizia.
Quando nasci, più che un maschio o una femmina, per il sistema nasce uno studente ignorante, un consumatore, un contribuente, un vecchio da mantenere e da seppellire.