Joe Martini – Sogno
Come uno spettro, in una strada che conduce al nulla. Con qualcosa di sacro. I miei sogni.
Come uno spettro, in una strada che conduce al nulla. Con qualcosa di sacro. I miei sogni.
I sogni degni di tal nome non si spengono mai, e le azioni sono consequenziali all’intimo e vitale desiderio di vederli realizzati. Diversamente, non sono sogni ma fuochi fatui, che ben presto spireranno tra l’eco vuota del non fatto e la pigrizia dell’intentato.
Il tuo ricordo un dolce segreto che durante il giorno mi accompagna dovunque, e di notte si trasforma nel sogno più bello.
Il dolore è sempre “quell’attimo” che dura troppo.
La fantasia è un aquilone che si libra prepotente nel vento di una realtà grigia. Basta un pizzico di follia.
Durante il giorno rincorriamo i tic tac delle ore con il desiderio di raggiungere i sogni. Le stanchezze svaniscono, i sogni ci avvolgono.
Mi hanno tolto il cassetto e mi è difficile sognare. Tolgo il legno dal cuore, i chiodi dalle mani le tarme dalla testa e ci penso io a ricostruirmelo; uno che non sappia di muffa che ci passi la mano e senti la radica e la cera. Uno che sai che dentro c’è il pizzo che orna le sottane da donna, uno che lo apri e senti profumo di lavanda e gelsomino, uno che sia in grado di custodire le sue preziosità, uno che cela tra segreti, misteri e merletti. Dentro, stavolta, ci tengo la pistola: se ti avvicini sei morto! Il mio sogno nel cassetto è imparare di nuovo a sognare.