Edvania Paes – Sogno
I sogni sono come la droga, non ti consentono di vedere le cose per come sono. Credo sarebbe un affare aprire un centro di recupero per i sognatori cronici.
I sogni sono come la droga, non ti consentono di vedere le cose per come sono. Credo sarebbe un affare aprire un centro di recupero per i sognatori cronici.
Molti anni fa sognai Cristo, come viene rappresentato comunemente nelle immagini. Un volto da cui traspariva un odio e una ostilità inimmaginabili. Si diramavano da esso ostilità e morte, dai suoi occhi rivolti verso di me. Io ero molto giovane, ancora nella spensieratezza, non avevo idea chi fosse o da dove provenisse. Il signore della svastica stava di fronte ai miei pensieri con occhi di ghiaccio e fuoco. Mi odiava a tal punto da essere come un’ombra sulla mia vita, che il Bene tuttavia cercava di tenere lontano. Che alla fine riuscisse a ghermirmi, forse era inevitabile. L’istinto di sopravvivenza della terra e delle stelle non può fare più niente, solo impedire che al Male sia concesso di imperversare totalmente per diventare il padrone di tutta la vita oltre questo cielo, annientandola. Non per moralità inopportuna, ma per verità matematica, che gli angeli stessi usano e di cui dispongono.
Il cielo non smetterà di piangere fin che i miei occhi non smetteranno di piovere.
Fidati dei tuoi sogni, perché sono i tuoi!
Non permettiamo che pensieri oscuri possano albergare dentro di noi, guardiamo oltre la nube nera, e continuiamo ad inseguire i nostri sogni con forza e fede.
Credo che prima o poi verrò perdonata. Perché la metà dei miei sbagli li ho commessi per amore e l’altra metà, anche.
Il sogno: linfa nelle vene dell’anima.