Luigi Nascimben – Sogno
Non è quello che sognavo quando ero bambino!Non era quello che provavo quando i tuoi occhi mi toccavano, quando le tue labbra mi sfioravano. Se ogni sentimento che mi distrugge potesse toccarti allora sì, sì tornerei bambino!
Non è quello che sognavo quando ero bambino!Non era quello che provavo quando i tuoi occhi mi toccavano, quando le tue labbra mi sfioravano. Se ogni sentimento che mi distrugge potesse toccarti allora sì, sì tornerei bambino!
Ho sognato un petalo lilla che scendeva dal cielo sulla terra. La sua discesa riempiva di colori vivi il ceruleo paesaggio… e mi sei venuta incontro come calda luce. Se ami qualcuno lascialo libero. Se torna da te, sarà per sempre tuo, altrimenti non lo è mai stato.
Come le foglie noi non impariamo mai a volare sebbene l’ultima caduta l’ultima sembri una danza facile per chi giunge a morte percependo l’aria con gli occhi che rendono la disfatta nobile al pari di chi raggiunge un sogno.
Se si potesse scrivere sulle avvertenze del manuale d’uso dei sogni, scriverei: “Usare con cautela, nuociono gravemente alla realtà, da somministrare al di sopra degli ottant’anni e agitarsi bene dopo averli assunti”.
Sognare e come mettere benzina nella macchina, una vita senza sogni non può andare avanti!
Lascia che ti parli dei miei sogni sepolti nel tempo… che tu hai riportato alla memoria.Lascia che ti parli dei sogni che si sono persi col tempo, confusi e storpiati nel silenzio.Sogno ad occhi aperti, puoi pensare che sia pazza… perché credo in ciò che sogno.
Mi sono persa nei sogni, vivo di ricordi.