Gigliola Perin – Sorriso
Regalami un sorriso. Oggi chiedo solo questo. Un sorriso da dipingere sul mio viso.
Regalami un sorriso. Oggi chiedo solo questo. Un sorriso da dipingere sul mio viso.
Un sorriso a volte abbaglia, le parole incantano. Lo sguardo dice chi sei.
Scoprire di far ridere è come scoprire di essere la figlia del re.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
Meglio la gioia di un sorriso triste che la tristezza di non saper sorridere.
Non sempre il sorriso esprime positività.
Ho nostalgia degli anni Cinquanta: allora avevo un aspetto umano.