Giuseppe Basile – Sorriso
A parte te stesso, nessuno può impedirti di sorridere.
A parte te stesso, nessuno può impedirti di sorridere.
Nel silenzio anche un sorriso… può far rumore.
Se ti vien voglia di ridere fallo. Non preoccuparti di dove sei, con chi stai. Non c’è lacrima più dolce di quella che scivola giù a corteggiare un sorriso mai troppo grande.
Non stancarti mai di sorridere: quel tuo sorriso, se solo tu volessi, potrebbe aprire il mondo intero!
Se ogni volta, aprendo gli occhi, la prima immagine fosse un sorriso regalato, sarebbe un mondo meraviglioso.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
Il sorriso di qualcuno vale diecimila volte di più di qualche pezzo di merda che pretende di spegnerlo, distruggerlo e farlo sentire inutile.