Sergio Rimondot – Stati d’Animo
Ho aspettato il sole tutto il giorno e intanto s’è fatta sera.
Ho aspettato il sole tutto il giorno e intanto s’è fatta sera.
Sai che le persone fanno uno strano rumore quando le incontri? Spesso lasciano un rumore sordo e cupo dentro al cuore, fatto di delusione e amarezza perché avevi visto qualcosa che purtroppo era inesistente in loro. Altre lascia un fruscio lieve nello stomaco, fatto di piccoli battiti che ricorderai per sempre. Poi ci sono quelle che non fanno rumore alcuno ma lasciano il segno più grande.
Sto bene dove sto, perché in fondo sto bene dove voglio essere in ogni momento in cui decido di stare. E poi voi, ipocriti, a giudicare dove stazionano tutti.
Io, la mia mente ed il cuore non andiamo proprio del tutto d’accordo: “io” sono quello che sta li nel mezzo a dividerli; uno pretende di passare sempre prima dell’altra: la mente è decisamente ferma sui suoi punti di vista, si crede la custode dei cancelli del cuore, mentre quest’ultimo sostiene invece di essere libero e in grado di volare dove vuole anche senz’ali.
Anche una foglia che cade è uno spettacolo negli occhi del poeta.
Il singolo individuo e non la pluralità dei soggetti di una società, può generare una propria emozione, e l’onda emotiva e esistenziale respira più dell’essere che siamo, perché è l’essere in noi. Ci ricordiamo di noi stessi perché esiste una distanza in noi dalle emozioni, e creiamo un ricordo. Non c’è tempo in questo spazio: un vuoto ci separa dai sensi mobili del mare emozionale dentro la nostra vita interiore. Sappiamo, perché assistiamo come spettatori ai nostri sentimenti senza controllarli: hanno una luce propria come stelle visibili. Vediamo attraverso il mondo limpidamente, come in un dialogo sereno, tutto ciò che vive sotto il colore del cielo.
E dopotutto questo amore, dopo tutti questi battiti, tutte queste ferite, il tuo cuore è sempre lì. Sempre lì a battere. Nonostante il peso del suo compito, alle volte sia insostenibile. Ma lui batte e il cervello non lo capisce.