Jean Paul Schemeil – Stati d’Animo
E solo mentre fissavo il vuoto, il tempo mi insegnò che il vuoto non esiste.
E solo mentre fissavo il vuoto, il tempo mi insegnò che il vuoto non esiste.
Meglio essere un brutto anatroccolo, che può sempre trasformarsi in cigno che una brutta copia di qualcun altro per apparire bello agli occhi delle persone.
E mi rendo conto che non sono mai stata così bene. È bello usare il tuo nome quando scrivi qualcosa, non serve più che mi nasconda. Questa è libertà. Tu non sai il gusto che ha, continua a nasconderti, io ora posso essere. Alla fine questa sono io.
Non mi accontento mai, ne voglio sempre di più, di te sempre di più!
Sono il disperato, la voce senza eco… colui che tutto ebbe, colui che tutto perse.
La solitudine è sentirsi a disagio con le persone, non perché le persone sono sbagliate, ma perché lo è chi manifesta nel non accettare gli altri la negazione del proprio non accettarsi.
Non c’è molto da dire quando il tempo passa. Le parole si sciolgono nel calderone dell’attesa mischiandosi inevitabilmente tutte assieme. Diventando così irrecuperabili. Una poltiglia di frasi non dette dall’aspetto poco invitante.