Gigliola Perin – Stati d’Animo
Guarderò dentro di me per capire te.
Guarderò dentro di me per capire te.
Ecco l’alba che spunta all’orizzonte! Io son qui ancora eretto, sulle pendici del monte, il vento fa ondeggiare la mia cima: sono un pino, che sta per dire addio alla vita, al sole che ogni mattina illumina il mio risveglio. Non vedrò più il manto stellato della notte scendere su di me. Questa croce bianca, segnata sul mio tronco è la mia condanna. Tra poco arriveranno e mi abbatteranno, senza vita, disteso sulla terra brulla, non potrò gridare la mia sofferenza agli uomini, che li, ritti, con l’ascia in mano, avran reciso per sempre il mio unico sostegno di vita.
Ci sono momenti in cui vorresti urlare al mondo come ti senti, ma poi l’urlo ti muore dentro soffocato dalla paura di non essere capito.
Come il polmone prende l’aria, la filtra, la trasforma, purifica il sangue ed ossigena il cuore, così facciamo noi ogni giorno, attraverso le emozioni. Prendiamo il peggio ed il meglio di noi stessi, degli altri, lo filtriamo con i sentimenti e, dall’interiorità dell’anima, lo rimandiamo al mondo, cambiandolo con un ritmo pulsante, come il respiro.
L’insensibilità accende la sensibilità di chi vede oltre.
Sono una persona imprevedibile, oggi dolce domani indiavolata. Posso essere paziente, ma anche intollerante. Non sono un tipo facile, ma nemmeno ingestibile. Serve carattere e molta determinazione per stare accanto a me. Non sono una di quelle persone che per mettere a tacere le situazioni resta in silenzio… no! Combatte fino alla fine e ti scassa le palle fin quando non ha capito come stanno le cose.
Sei il mio muro dove battere la testa quando tutto diventa insostenibile, sei la spalla su cui piangere quando le forze vengono a mancare. Sei la parola che mi manca quando la trattengo sulla lingua, sei il sostegno che trattiene le mie insicurezze impedendogli di disperdersi. Sei tu che scuoti il mio coraggio, che mi tiene aggrappata alla roccia con gli artigli impedendomi di lasciare la presa, sei semplicemente tu, quella che non si stancherà da qui all’eternità di ripetermi “puoi farcela”.