Paolo Muccio – Stati d’Animo
La realtà in fondo ci spaventa. Con gli occhi chiusi possiamo darle un aspetto più gradevole. Chiudere gli occhi è un po’ come tornare bambini. Chiudendo gli occhi ognuno entra in un mondo che è interamente proprio.
La realtà in fondo ci spaventa. Con gli occhi chiusi possiamo darle un aspetto più gradevole. Chiudere gli occhi è un po’ come tornare bambini. Chiudendo gli occhi ognuno entra in un mondo che è interamente proprio.
La sensazione è simile a quella che si prova quando si è bambini, e manca una figurina per completare l’album. La si vuole, la si desidera e la si cerca. Solo che una volta completato l’album l’euforia la provi per pochi giorni, dopo di che la gioia che hai provato, man mano svanisce. È realizzi che quell’album non è più così bello, come quando era incompleto. È ne incominci un altro, è un altro ancora, finché non troverai quello la cui completezza ti renderà orgoglioso e soddisfatto per tutta la vita.
Ci sono stati dei momenti in cui non mi sentivo per niente bene, fuori posto, fuori tempo e fuori da tutto. Ci sono stati dei momenti in cui credevo di bastarmi! Ripetevo è difficile farsi capire ormai, è difficile trovare persone vere, disposte ad ascoltarti, Invece mi sbagliavo.
Mi piacciono gli abbracci, quelli forti. Mi piacciono quelli che ti fanno sentire al sicuro, protetta, amata e speciale. Sì, mi piacciono gli abbracci, quelli dati con il cuore.
In un angolo nascosto, erano rimasti con le labbra appiccicate, senza che nessuno dei due avesse coraggio di muovere un muscolo.
Non è il silenzio che ci trascina verso il precipizio. In alcuni casi è il precipizio che trascina il debole deciso a chiudersi nello spettro della sua solitudine.
Provaci per una volta, a dirti che va tutto bene. Urlalo intorno, che il meglio deve ancora arrivare. Tu provaci, e credimi.