Edvania Paes – Stati d’Animo
Quante pasticche di finto benessere dobbiamo mandare giù per sopprimere un dolore vero?
Quante pasticche di finto benessere dobbiamo mandare giù per sopprimere un dolore vero?
La solitudine è la vertigine di chi ha il corpo fermo ma il cuore al vento.
Stella portami da chi ho perso, prometto di dargli solo un abbraccio. Se vuoi riportami pure, ma tra quelle braccia voglio lasciarci il cuore.
Se ti hanno lasciata sola perché parli ed agisci con indipendenza, la tua solitudine è meravigliosa. Se non ti interessa piacere a tutti i costi, se hai il coraggio di formulare le tue opinioni, se sei disposta a metterle in discussione, tu sei quella persona che vorrei continuare ad incontrare.
Non c’è molto da dire quando il tempo passa. Le parole si sciolgono nel calderone dell’attesa mischiandosi inevitabilmente tutte assieme. Diventando così irrecuperabili. Una poltiglia di frasi non dette dall’aspetto poco invitante.
Dico che le parole mi fanno segno e che i significati m’aprono fistole sotto la pelle, lasciando i vestiti intatti e recidendomi solo le vene, rompendomi il cuore. Ma non si potrà mai dir di me d’essere una donna in disordine, forse, solo chiusa nella scatola delle mille razionalità, una per ogni diversa occasione, colta o perduta, tralasciando la sciatteria ed ogni cosa abbia a che fare con l’ovvietà; di questo, ne è pieno il mondo ed a volte, il mondo è un brutto posto.
Come molte cose di valore, sono nata per caso. Sono nata in una notte diversa e in una di quelle notti più buie del solito. Una di quelle notti dove non vuoi vedere il sole sorgere di nuovo. Sono nata per caso e nel dolore, perché spesso le cose più belle nascono da un dolore. Sono nata per caso e dalla voglia di ricominciare, perché qualsiasi cosa che rinasce come prima cosa deve avere la voglia di farlo veramente. Sono nata per caso, ma oggi non è un “caso” il mio essere, ma una splendida certezza!