Emily Dickinson – Stati d’Animo
Il soffrire è umano non è elegante.
Il soffrire è umano non è elegante.
A volte ci arrabbiamo perché le cose non vanno come noi vorremmo. Ci angosciamo e ci arrabbiamo perché le persone giudicano, senza sapere cosa noi ci portiamo dentro. Posso dirvi che non serve, non serve odiare chi ci odia, non serve arrabbiarci con un “destino” che sembra essersi dimenticato di noi. Concentratevi su quello che dentro di voi è rimasto saldo, anche se è poco sarà quel poco a portarvi dove volete arrivare. Non odiate nemmeno se siete odiati. Non rimpiangete mai di aver lasciato dietro qualcuno che non si è accorto di voi nemmeno quando gli eravate vicino. Non sottovalutate mai i gesti, le parole e le offese non sta a voi perdonare. Perdonate solo voi stessi per aver scelto le persone sbagliate a cui dedicare del tempo, ma dimenticatevi del male ricevuto e con il sorriso proseguite. Questo fa di voi persone fiere, con la coscienza pulita e meritevoli di quel premio che la vita vi fa attendere, ma che prima o poi vi regalerà. Abbiate fiducia in voi stessi, e invece che piangere e dire “non me lo meritavo!”, cominciate a sorridere e camminare fiduciosi… Perché prima o poi potrete dire: “Ce l’ho fatta perché me lo merito!”.
I pensieri sono la cosa più intima che ognuno di noi ha di se stesso, nessuno può toccarli, nessuno può immaginarli, nessuno può capire quanto profondi possano essi essere. I pensieri sono ciò che ognuno di noi è nella vita reale, nel quotidiano, nella vita di ogni singolo giorno. Un pensiero può racchiudere un istante che può durare anche tutta una vita, ma una vita non può bastare per far sì che un pensiero possa rimanere per sempre lo stesso.
Un vecchio proverbio dice: “l’apparenza inganna…” ed uno degli esempi più veritieri è quello di vedere il viso di molte persone che noi tutti incontriamo ogni giorno.Li vedi tutti sorridendo e felici, all’apparenza, ma dentro molti di loro nascondono tanto dolore che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare…
Le lacrime, sono involucri trasparenti di emozioni.
Alla fine l’infinito non esiste, è solo uno zero con la cintura, oppure un otto che si è arreso alla vita cadendo. A voi la scelta.
Mi hanno deluso quando ho creduto a chi invece stava solo trovando un nuovo passatempo. Mi hanno deluso quando nella parola “credici” ho scoperto nascosta la parola “illudersi”. Mi hanno deluso quando i valori sono diventati niente.