Pagina iniziale » Sam Schaytu – Stati d’Animo

Sam Schaytu – Stati d’Animo

Chiudo gli occhi e immagino un mondo irreale pieno di colori che ravvivano l’umore del mio giorno migliore, lasciandomi trasportare l’anima su sentieri liberi di vivere.

Similar Posts

  • Claudio Visconti De Padua – Stati d’Animo

    È solo uno scoccare vuoto il tempo che passa, la distanza è un dolore silenzioso che lentamente squarcia i tessuti dell’anima fino a immobilizzarti, a procurarti inerzia, a consumare la tua immaginazione a scalfire la tua speranza e continui a pensare a sperare, a scartare le cose che non contano, e sono molte o quasi tutte, tu sei più importante è momentaneamente lontana ma ti raggiungerò ovunque tu sarai fosse anche l’inferno!

  • Ilaria Pasqualetti – Stati d’Animo

    Sono buona, paziente, tollerante, ma questo non vuol dire che sono fessa e se ho un dubbio faccio il possibile per togliermelo, sono capace anche di essere falsa con le persone che reputo altrettanto false per far cadere le loro maschere, sono capace di essere amica del mio nemico fino a quando non ho le carte giuste per farlo cadere, sono capace di essere il contrario di ciò che sono realmente con chi lo merita.

  • Aurora Grammatico – Stati d’Animo

    Credo che subire un torto sia paragonabile al morso di zanzara: la puntura arriva come un colpo basso, scorretto inaspettato e senza un motivo apparente. Ci risulta insopportabile, ma cerchiamo di non pensarci dicendoci che non ne vale la pena o c’è il rischio di farci del male gratuito. Alla fine però cediamo all’impulso e non riusciamo a smettere di rimuginarci sopra, come quando facciamo una croce sul pizzico e nonostante tutto iniziamo a grattarci con frenesia, e non ci fermiamo più, nemmeno se inizia ad uscire il sangue… certo, fa male… e tanto… tuttavia, ci sembra anche di sentirci meglio… come quando non vogliamo accettare l’evidenza e ci inventiamo una scusa, una spiegazione satura di bugie che ci fa sentire sollevati.

  • Mariella Buscemi – Stati d’Animo

    Ho l’autunno in testa. Il cuore secco, i seni senza gemme. Dritta, a dar le spalle al mondo, ché davanti agli occhi voglio solo il cemento del muro che fa da ostacolo a tutti. E me ne sto con i colori caldi che sanno di terra e di radici troppo spesse per andar bene alle nuvole che stanno così in alto a librarsi tra l’ineffabile ed il futile e con i pezzi di cielo incastrati a dare il senso della sospensione. E me ne sto faccia al muro, in castigo per le colpe che mi fanno da drappo logoro, ma appiccicato come seconda pelle, come cucito con un’imbastitura rozza e di pessima sartoria.