Alessandro Ammendola – Stati d’Animo
La tristezza che vivo senza te è una spiacevole verità.
La tristezza che vivo senza te è una spiacevole verità.
Gli ottimisti non vedono il bicchiere vuoto e dicono che è pieno; loro vedono il bicchiere pieno non preoccupandosi che potrebbero berlo o che si potrebbe rovesciare.Quando arriva il momento in cui l’ottimista singolo nota che quel bicchiere è mezzo vuoto perché ci ha bevuto o perché è stato rovesciato ci sono due reazioni possibili: diventare pessimisti, preoccupandosi che i bicchieri pieni possano rovesciarsi, o diventare nichilisti, negando l’esistenza dei bicchieri.
Ed è così che ti vedo ormai, pesante, come i miei guai, buio, come i miei pensieri, sfocato, come i miei desideri, freddo, come il mio cuore, complicato, come l’amore, triste, come un barbone vagabondo, sei tu, mondo.
Piange il cielo anche questa sera. Piange per l’ingratitudine del mondo che lascia morire molti suoi figli, piange per l’opportunità non data a chi ci tende la mano, piange per coloro che vorremmo sterminare e con le ruspe calpestare, piange per gli stupratori di angeliche anime, piange per una chiesa che di cristo si è dimenticata, piange per le porte chiuse e mai spalancate, piange per la musica senza più note, piange per i sorrisi da tempo congelati, piange per le madri lasciate soli in uno ospizio ho un letto d’ospedale. Piange il cielo pure questa sera sull’azzurro mare che corpi di fanciulli vede galleggiare, e che nessuno più al suo petto stringerli vuol fare e ora piango pure io che cielo non oso più guardare.
Mi sentivo sicura di me, invece “me” si sente sicuro delle mie paure.
Certe volte è così pesante tenere in mano una penna per scrivere ciò che senti dentro.
Le false emozioni ci uccidono dentro e ci aprono il cuore come una scatoletta di tonno cui non v ‘ è traccia d’olio.