Giuseppe Caputo – Stati d’Animo
Questo è il mio problema, ho un così grande caos in testa che ogni volta che cerco di riordinarlo crolla qualcos’altro.
Questo è il mio problema, ho un così grande caos in testa che ogni volta che cerco di riordinarlo crolla qualcos’altro.
Non mi vergogno di quello che sono, ma di quello che non sono, di quello che “avrei”, “sarei” e delle ipotesi condizionali e condizionate, indicativo presente di un passato remoto imperfetto. Analisi di un periodo in cui protasi ed apodosi difficilmente sono consequenziali, un ablativo assoluto che mi strangola gli slanci verso il futuro.
Tutti abbiamo i nostri punti deboli, le nostre fragilità. Tutti abbiamo i nostri difetti, giocarci sopra, usarli per ferire, divertircisi sopra è cosa da persone di “merda”. Non mi si chieda spiegazioni quando poi scoprendo io i vostri ricambierò della stessa moneta.
Voglio vivere così, con lo spirito libero, l’anima ribelle e la mente saggia.
Il pensiero è come luce, illumina e crea la realtà.
Io non so se avrò mai pace per il mio tormento, ma so che troverò tormento per avere un po’ di pace.
Stare male di chi se ne frega di me? Col cavolo! Piangere per chi mi lascia qua per divertirsi e se ne frega di come sto? Fossi matta/o! Rincorrere chi non ha voglia di farsi prendere? Manco se mi pagano! Cercare chi non ha tempo per farsi sentire? Nemmeno a parlarne! Insensibili? No solo buoni che hanno smesso di essere fessi!