Emilio Rega – Stati d’Animo
La condanna di vivere le emozioni più belle soltanto per sé.
La condanna di vivere le emozioni più belle soltanto per sé.
Solo una persona in-consciente crede che prendersi cura del Sé sia tempo sprecato e dimora della noia, mentre siamo il più grande motivo dell’esistenza nostra, il più bello gioiello da curare e amare… e una strada di assoluta consapevolezza. Mentre l’altro prova l’euforia per tutta una vita sommerso negli inganni di maya per poi finire nel triste vuoto e nella solitudine di sé.
Anche le “belle” parole feriscono se rimangono solo chiacchiere.
L’avarizia di una persona la noti subito, in un bar, in un pensiero, in un abbraccio.
Ci sono presenze estremamente assenti e assenze estremamente presenti.
C’è sempre qualcosa da aspettare. C’è sempre qualcosa che aspetti per ore e ore, per giorni interi o persino per anni. Aspetti l’arrivo dell’estate, le prime piogge d’autunno. Aspetti la telefonata di un amico, l’arrivo di una cartolina. Aspetti per sorseggiare una cioccolata bollente, per sfornare biscotti. Aspetti il natale e il giorno del tuo compleanno. Aspetti di veder spuntare l’arcobaleno tra le nuvole. Aspetti eventi che magari non accadranno. Aspetti domande e risposte, sguardi, sorrisi, abbracci. E poi aspetti le persone, sempre. Aspetti sempre qualcuno. Ma ti fermi mai ad aspettare te stesso?
Amo l’abbraccio d’intenso trasporto, quella stretta forte che ti fa mancare il respiro, che ti “raccoglie” e ti protegge.Braccia forti, sincere, calde, dove puoi rannicchiarti e sentirti libera. Libera di essere, di sentire, percepire, tutto l’amore del mondo.