Michelangelo Da Pisa – Stati d’Animo
Ho svariate personalità, trecentocinquanta secondo gli organizzatori, diciotto secondo la questura.
Ho svariate personalità, trecentocinquanta secondo gli organizzatori, diciotto secondo la questura.
Di mattina, quando mi sveglio, ho l’impressione di essere nuovo. Ho solo il passato in comune con la persona che ero ieri.
Quando due occhi ti guardano così, dimentichi tutto e vorresti solo annegarci dentro, ma se quella luce si è spenta per sempre e quegli occhi restano chiusi, vorresti che il buio ti avvolgesse e che anche i tuoi occhi si spegnessero. La vita è bella, è la morte che la rende orribile.
Di solito la gente abbinava alla deturpazione fisica una propensione alla malvagità direttamente proporzionale. Senza riflettere che il male per nutrirsi deve essere seducente, accattivante. Deve attirare a sé il mondo che ha intorno con la promessa della bellezza e la premessa del sorriso. E lui ora si sentiva come l’ultima figurina mancante per completare l’album dei mostri.
Vorrei che quegli occhi vedessero qualcosa che nessun altro ha ancora visto.
Il rimorso è legato a qualcosa avvenuto nel passato e su cui non possiamo più agire, quindi appartiene all’irreparabile.
Nei canili e nelle librerie ho la certezza di trovare degli ottimi compagni di viaggio.