Susan Randall – Stati d’Animo
E proprio quando pensi che hai smesso di piangere, ecco che ad un tratto, ricominci!
E proprio quando pensi che hai smesso di piangere, ecco che ad un tratto, ricominci!
Le cicatrici servono. Servono a ricordare che ci si può far male, che esistono i bastardi. Ma a volte siamo noi, l’unico “bastardo” che abbiamo davvero incontrato. L’unico in grado di farci del male davvero. Ci ricordano che vivere non è semplice, decidere non è semplice. Basta giocare una carta sbagliata e può finire una partita. Le cicatrici servono a renderci più forti e invulnerabili, a costruire muri invalicabili fra noi e il dolore, fra noi e il nostro cuore, fra noi e il mondo, fra noi e le bugie, fra noi e la verità, fra noi e la nostra anima. Le cicatrici sono bastarde, sanguinano all’improvviso e ci riportano indietro nel tempo “di quel dolore”, ma servono a farci crescere, a renderci impenetrabili ad altro dolore. A renderci abbastanza forti da non soffrire ancora.
Lasciamo liberi i nostri pensieri, non teniamoli in gabbia: hanno bisogno di volare.
Ci nascondiamo dietro a un “non mi interessa”, per non ammettere che ci sta distruggendo dentro.
Egli ha semplicemente un istinto per rendersi infelice altamente sviluppato.
A piccoli passi percorro la strada della mia vita fermandomi davanti agli ostacoli solo per capire come affrontarli, fermandomi ai bivi solo per decidere quale direzione prendere, ma non mi fermerò mai per paura o mancanza di coraggio, e soprattutto mai per arrendermi.
Confuso nella semplicità…