Cinzia Coppola – Stati d’Animo
Il silenzio del cuorea volte cela parole che restano nascosteproprio per risanare le ferite del cuore stesso.
Il silenzio del cuorea volte cela parole che restano nascosteproprio per risanare le ferite del cuore stesso.
A volte vorrei non aver bisogno di parole. Ci sono spazi che puoi riempirli solo a sguardi.
Lontani a condividere nel tempo che si volatilizza una malinconica sintonia!
Mi sono rotto di guardarmi le spalle da un passato che potrebbe ritornare.
Vorrei che le persone si guardassero più allo specchio prima di guardare quello che fanno gli altri. Si accorgerebbero che spesso sono le prime che dovrebbero tacere.
Era l’eternità alla porta di casa del primo notabile. Io no ero la sorella di nessuno, la madre di nessuno, la moglie di nessuno, ma devo essere stata la figlia del tempo perché mi sembrava di essere stata a quel cancello per sempre.
Siamo sagome che ruotano sotto la pioggia con il viso bagnato dalla corrente della vita.
A volte vorrei non aver bisogno di parole. Ci sono spazi che puoi riempirli solo a sguardi.
Lontani a condividere nel tempo che si volatilizza una malinconica sintonia!
Mi sono rotto di guardarmi le spalle da un passato che potrebbe ritornare.
Vorrei che le persone si guardassero più allo specchio prima di guardare quello che fanno gli altri. Si accorgerebbero che spesso sono le prime che dovrebbero tacere.
Era l’eternità alla porta di casa del primo notabile. Io no ero la sorella di nessuno, la madre di nessuno, la moglie di nessuno, ma devo essere stata la figlia del tempo perché mi sembrava di essere stata a quel cancello per sempre.
Siamo sagome che ruotano sotto la pioggia con il viso bagnato dalla corrente della vita.
A volte vorrei non aver bisogno di parole. Ci sono spazi che puoi riempirli solo a sguardi.
Lontani a condividere nel tempo che si volatilizza una malinconica sintonia!
Mi sono rotto di guardarmi le spalle da un passato che potrebbe ritornare.
Vorrei che le persone si guardassero più allo specchio prima di guardare quello che fanno gli altri. Si accorgerebbero che spesso sono le prime che dovrebbero tacere.
Era l’eternità alla porta di casa del primo notabile. Io no ero la sorella di nessuno, la madre di nessuno, la moglie di nessuno, ma devo essere stata la figlia del tempo perché mi sembrava di essere stata a quel cancello per sempre.
Siamo sagome che ruotano sotto la pioggia con il viso bagnato dalla corrente della vita.