Alexandre Cuissardes – Tempi Moderni
Ormai i ristoranti hanno il menu del giorno, i rotocalchi il fatto del giorno, i negozi l’offerta del giorno, il paese ha il morto del giorno.
Ormai i ristoranti hanno il menu del giorno, i rotocalchi il fatto del giorno, i negozi l’offerta del giorno, il paese ha il morto del giorno.
La fine del mondo? O c’è o non c’è, mal comune e mezzo gaudio! Tanto, la fine del mondo la stiamo già vivendo, creata dalla logica del potere che ha ristabilito plebe, vassalli, valvassini e valvassori, feudi e feudatari, conti che detengono terre e servi assoggettati e soverchiati che vi lavorano i cui profitti sono ripartiti “cinque parti e una parte” come diceva mio nonno che ha vissuto la guerra.
I social network sono strumenti che a seconda l’uso che se ne fa, possono essere nocivi alla persona come alla società. È pur vero che facilita la relazione tra persone, bisogno primario di ogni uomo. Siamo vicini ma navighiamo lontano. Siamo gomito a gomito e chattiamo… Questo andar dietro le apparenze perdendo di vista l’essenziale esisteva anche prima dell’avvento di internet nelle nostre case. Ma un tempo c’era più pudore e meno esibizionismo. Oggi, invece, nella rete che ci ha agguantati, incombe una minaccia: la noia.
Essere violenti non va di moda.
Pur di piacere si fa ciò che non piace.
Non preoccuparti se non riesci a raggiungere una cosa che desideri con tutto il cuore, appena l’avrai ottenuta non ti servirà più.
Verrebbe da pensare che governanti che hanno permesso e permettono che un paese si divida anche in maniera violenta e becera fra cose anche banali e scontate abbiano sbagliato tutto. Invece no, è il paese che li ha creduti e ci è cascato che ha fallito, non loro.