Klara Erzsebet Bujtor – Tempi Moderni
Siamo arrivati ad un punto, che viviamo gli attimi senza pensare al futuro, che promette un gran bel niente se si continua così arrendendosi…
Siamo arrivati ad un punto, che viviamo gli attimi senza pensare al futuro, che promette un gran bel niente se si continua così arrendendosi…
Facebook, così come Twitter, è diventato in brevissimo tempo un grande mezzo di comunicazione, una forma stupenda di linguaggio universale; vengono pubblicati link, pensieri personali, video, foto e tant’altro. Quel che conta penso è proprio il “saper comunicare” e l’errore più grande sta proprio nella “convinzione” e quindi nella”illusione” di alcune persone che credono di formarsi il carattere e la personalità solo attraverso il “Social Network” evitando così di percorrere la “vera strada” che la vita ci ha donato.
Si dice che l’abito non fa il monaco, ma quanti vedono l’abito e quanti il monaco? Viviamo in una società di apparenze in cui si esalta il corpo e non l’anima, l’involucro e non il suo contenuto, l’ombra e non la luce.
…Tutti costoro adoperano soltanto gli occhi per vedere ciò che è essenziale, e l’occhio è l’organo più impreciso, più incoerente e più condizionato dai pregiudizi di tutto il nostro corpo. Guardano, ma in realtà non vedono. Forse avvero tutte le cose che vedono sono essenziali, ma l’essenziale è molto, molto di più ed è invisibile all’occhio. Se non siamo attenti, finiremo per fare ciò che dice Maslov: “Se l’unico utensile di cui disponete è un martello, tenderete a trattare ogni cosa come se fosse un chiodo”
Parole gentili, l’eco dell’anima.
C’è talmente crisi di sentimenti che la gente pur di non rischiare lascia il cuore fuori da tutto.
L’assurdo nasce dal confronto fra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silenzio del mondo.