Michelle Cuoreribelle – Abitudine
È difficile perdonare, ma non impossibile. L’impossibile è crederci ancora, mentiamo quando diciamo di volerlo fare perché la fiducia è come il cristallo: se si rompe si fa in mille pezzi.
È difficile perdonare, ma non impossibile. L’impossibile è crederci ancora, mentiamo quando diciamo di volerlo fare perché la fiducia è come il cristallo: se si rompe si fa in mille pezzi.
Le belle parole vestono spesso i panni degli ipocriti.
Tu lanci la pietra e nascondi la mano. Io, se lancio la pietra, mi assicuro di averti centrato in pieno e se non l’ho fatto ti chiamo, perché voglio essere sicura che tu mi veda bene e te ne lancio un’altra.
Quando siamo bambini l’inferno non è altro che il nome del diavolo sulla bocca dei nostri genitori. Poi questa nozione si complica, e allora ci rigiriamo nel letto nelle interminabili notti dell’adolescenza, cercando di spegnere le fiamme che ci bruciano, le fiamme dell’immaginazione. Più tardi, quando non ci guardiamo più allo specchio perché i nostri volti cominciano ad assomigliare a quello del diavolo, la nozione dell’inferno si trasforma in un piumone intellettuale e allora, per sottrarci a tanta angoscia, ci mettiamo a descriverlo. Giunti alla vecchiaia l’inferno è così alla portata di mano che l’accettiamo come un male necessario e lasciamo persino scorgere la nostra ansia di patirlo. Ancora più tardi, e adesso sì che siamo tra le sue fiamme, mentre bruciamo cominciamo a intuire che forse potremmo acclimatarci. Passati mille anni un diavolo ci chiede, con aria di circostanza, se soffriamo ancora; gli rispondiamo che l’abitudine ha una parte ben maggiore della sofferenza. Alla fine arriva il giorno in cui potremmo abbandonare l’inferno, ma rifiutiamo fermamente tale offerta. Chi rinuncia infatti a una cara abitudine?
Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno.
Prendi un po’ di poca personalità, un po’ di insicurezza, un po’ di presunzione, un po’ di egocentrismo e un bel po’ di faccia da culo, mescola tutto insieme e otterrai una maschera.
C’è un progresso qualitativo nella cattiveria della gente, per molti migliorarsi in questo aspetto è come superare un difficilissimo esame universitario, inversamente domina nell’animo di molti un analfabetismo di cuore, di dolcezza, d’amore!